Gli investitori privati puntano sui negozi

27 Febbraio 2018 | Immobiliare

Puntare sulle abitazioni o sui negozi? È questa una delle prime domande che si pone un investitore privato interessato a tuffarsi nel campo dell’immobiliare. Non esiste una risposta univoca ma forse, vista la congiuntura attuale, gli immobili commerciali sono la via migliore da seguire.

Il cocktail vincente
Sembra essere d’accordo anche il Sole 24 Ore, che di recente in un articolo ha spiegato come “il negozio giusto rende più della casa”. Il motivo è un cocktail vincente composto di almeno tre ingredienti: i prezzi in contrazione, gli affitti che crescono (o comunque rimangono stabili) e soprattutto i rendimenti potenziali lordi doppi rispetto alle abitazioni. È per questo che gli investitori privati sono più propensi ad abbandonare il residenziale e a investire nel settore dei negozi, che in media frutta un rendimento lordo che si aggira intorno al 7%.

Nelle vie centrali rendimento più sicuro, ma anche più basso
Non tutto, però, è rose e fiori. Perché a un rendimento più alto corrisponde un maggiore grado di rischio. E a seconda della zona e dell’affidabilità del locatore salgono le possibilità di andare incontro a morosità o locali sfitti. Un problema che viene scongiurato nelle arterie principali delle città, dove però il rendimento può scendere anche sotto il 3%. Per quanto riguarda la tipologia dei negozi, una buona opportunità è rappresentata dal franchising. Vi è infatti una crescente domanda di locali da parte di chi vuole avviare un’attività affiliata a una catena nazionale. I comparti più dinamici sono ristorazione e fashion, ma va tenuto presente che le catene preferiscono presidiare i centri storici. Dove le vetrine possono intercettare l’interesse del cliente.

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